LABORATORI A SOSTEGNO DELLA DISABILITà

LABORATORI A SOSTEGNO DELLA DISABILITÀ

Abbiamo vissuto tutti un periodo molto difficile che ha messo a dura prova emozioni e stati d’animo che hanno oscillato pericolosamente per due mesi.

La Gestione delle emozioni è un argomento difficile di cui si è tanto parlato durante questa emergenza; ha coinvolto tutti, soprattutto i bambini che hanno subito senza alcuna consapevolezza una prigionia spesso difficile da gestire.

Sono stati catapultati in un frullatore di emozioni e oggi, dopo tutto questo tempo, molti risentono ancora di questo lungo periodo.

Il ruolo delle famiglie è stato determinante perché mamme e papà si sono dovuti sostituire alle insegnanti, agli amici, agli istruttori sportivi e in alcuni casi, ai terapisti.

Sì perché durante questa emergenza non dobbiamo dimenticare tutti quei bimbi più fragili, colpiti da disabilità di vario genere che, in molti casi, hanno avuto più difficoltà a gestire le emozioni di questo periodo.

Edo è uno di questi bimbi.
Ha 4 anni, due splendidi occhi azzurri, possiede un sorriso meraviglioso e si fa forte di una simpatia travolgente.
Edo soffre di un disturbo dello spettro autistico.
Le prime difficoltà per questi bambini risiedono proprio nella primissima infanzia, nel non riconoscimento immediato del loro mondo “criptato” fatto di suoni, odori e perfino colori diversi.
In assenza di diagnosi precoci e nella iniziale non perfetta visibilità dei sintomi, spetta ai genitori che li seguono giorno per giorno la gestione di una problematica sconosciuta.

Tocca a loro vedere anche ciò che non vorrebbero vedere. Tocca a loro saper accettare tutte quelle piccole e grandi stranezze che il resto del mondo che li circonda tende a giudicare in modo superficiale, anche se affettuoso, come normali o al massimo passeggere.

Durante il periodo del lockdown Edo ha vissuto in modo accelerato emozioni e sensazioni, spesso traducendo il suo disagio in piccole crisi (che in termine tecnico si chiamano meltdown), aumentando le sue stereotipie motorie ed elaborando in modo accelerato e spesso esasperato le sue frustrazioni.

Non ricevere stimoli esterni per questi bimbi non è facile; hanno bisogno di essere seguiti e di continuare i loro percorsi riabilitativi; hanno bisogno di un rapporto che coinvolga il contatto fisico.
Ma oggi uno schermo li divide dalla realtà, quella realtà da cui già cercano di evadere.

È per questo motivo che è stato necessario (e devo dire molto piacevole) studiare dei lavoretti che potessero aiutarlo, stimolarlo, regalandogli la sensazione di essere a scuola a lavorare con gli altri.

L’aiuto della sua sorellina gemella è stato determinante: è stata lei a sostituirsi agli amici e ai compagnetti ed è stata lei a riempire i suoi vuoti.
Il ruolo dei fratelli è quasi sempre fondamentale nella vita di questi bimbi più fragili.
Sono loro che si caricano sulle spalle un fardello che non riescono a comprendere ma che gestiscono solo perché profondamente innamorati dei loro fratelli.
Sono loro che inconsapevolmente insegnano più di quanto potrebbe fare un adulto e sono loro che in silenzio e senza giudicare affrontano le difficoltà del proprio fratello assumendosi delle responsabilità non richieste ma più utili di ogni altra cosa, diventando i loro più grandi compagni d’avventura.

Ogni lavoro proposto aveva l’obiettivo di aiutare Edo a superare delle difficoltà trasmettendogli emozioni e insegnandogli a fare delle cose nuove.

Ognuno dei 6 lavoretti che vi mostrerò ha più o meno raggiunto l’obiettivo che mi ero preposta e oggi Edo ha un quaderno dove conserva gelosamente le sue “opere d’arte” che mostra con orgoglio.

Il primo lavoro che vi racconto è “l’agnello”: su un cartoncino azzurro abbiamo realizzato insieme un agnellino; Edo ha incollato sulla sagoma cotone bianco che ci desse la sensazione della morbidezza del pelo di un agnello.
La scelta di questo lavoro nasce dalla voglia di aiutare Edo a “sporcarsi” le mani senza che questo rappresenti un disagio. La colla mista a cotone ha messo a dura prova il suo patologico rifiuto di insudiciarsi le mani (tanto caro invece alla maggior parte dei bambini) ma alla fine ha vinto la voglia di terminare il suo lavoro.

Il secondo lavoro è “il dinosauro”. Questo lavoro ci ha catapultati nel mondo dei dinosauri che lui ama. L’obiettivo era quello di aiutarlo con l’uso delle forbici (strumento che lui usa male). Ritagliare i pezzi di cartoncino che formano il terreno arido su cui poggia il dinosauro è stata una conquista per lui.
Oggi continua a guardare “il suo amico” con un orgoglio negli occhi che riempie il cuore.

Il terzo lavoro è il pipistrello. Dipingere il cielo notturno lo ha divertito tantissimo anche perché la tonalità di blu l’ha creata lui mischiando le tempere imparando a dosare i colori e a mescolare con il pennello (pratica che sembra facile ma che in realtà non lo è affatto anche perché Edo ha difficoltà nell’impugnatura quindi l’utilizzo del pennello diventa complicato).

Il quarto lavoro è quello della talpa cieca. La domanda che ci siamo posti è come fa una talpa a raggiungere la sua casa che nessuno vede.
Siamo partiti dal cielo e abbiamo scavato fra le radici scoprendo insieme che esiste un altro mondo sotto di noi.

Il quinto e il sesto lavoro hanno avuto l’obiettivo di lavorare per la sua manualità fine che per Edo è un ostacolo.
Il leone realizzato con fagioli di diverso tipo e pasta è stato una conquista per lui; un grande esercizio di pazienza e precisione che ha affrontato benissimo.
Così anche il mostro e il pulcino lo hanno aiutato a lavorare materiali diversi mettendolo a dura prova.

Questi sono solo alcuni dei lavori che Edo ha realizzato in questo periodo e che lo hanno aiutato ad affrontare delle prove e con immenso orgoglio posso dire che ha fatto dei miglioramenti incredibili.

Questo credo possa regalarci uno spunto di riflessione.

Questi bimbi sono solo più fragili ma ricchi di sorprendenti capacità e sensibilità.

Affrontare e conoscere la disabilità è importante per confrontarsi in modo più naturale e costruttivo con loro.

La condivisione delle disabilità è altrettanto importante e non deve far paura.
Parlare di disabilità è un primo passo per conoscerla, affrontarla e viverla nel modo più corretto possibile.

GUARDA IL VIDEO LEI LABORATORI A SOSTEGNO DELLA DISABILITÀ

1 commento su “LABORATORI A SOSTEGNO DELLA DISABILITÀ”

  1. In questo periodo profondamente difficile in cui tutti i bimbi e in particolare i bimbi come Edo hanno avuto grandi difficoltà, avere una mamma come Stefania è un dono, un dono più unico che raro, perchè l’amore per i nostri figli non si misura con i regali o i ti voglio bene, si misura con tutto ciò che facciamo per rendergli una vita migliore. In questo la nostra Stefi è unica, ha una forza e una pazienza fuori dal comune, e non ultimo un sorriso contagioso. Sono certa che questi lavoretti e questo ‘percorso’ fatto con Edo in questi mesi, saranno d’esempio e d’aiuto per molte mamme che in questo periodo hanno avuto bisogno di tanto aiuto. Grazie per aver condiviso con noi tutto questo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *