non sprechiamo una crisi

NON SPECHIAMO UNA CRISI! (Paul Romer)

È innegabile, il coronavirus si è abbattutto sulla nostra vita come un fulmine a ciel sereno, siamo letteralmente scappati nelle nostre case, lasciando tutta la nostra vita fuori, perchè spesso la nostra vita era fuori di casa.

Ti alzi, accompagni i bambini a scuola, vai a lavoro, magari pranzi fuori mangiando una cosa al volo, oppure sei salutista e ti porti qualcosa di preparato a casa, nel miglire dei casi prendi i bambini da scuola, torni a casa, cucini qualcosa di veloce, pranzo in famiglia che dura mezz’ora se sei fortunato e poi subito si ricomincia, i bimbi dai nonni, oppure la baby sitter, le attività, il lavoro e sono già le otto di sera, docce, cena, letto, se sei fortunato una puntatina della tua serie tv del momento e la giornata è bella che andata.

Ma quando il 4 marzo è arrivata la quarantena, la porta di casa si è chiusa e noi in quella casa abbiamo dovuto passare giorno e notte per settimane, mesi.

All’inizio sembrava domenica, quando ti alzi tardi, cucini la pasta al forno, guardi un film per bambini con tutta la famiglia, magari fai anche i pop corn e la sera pizza!

Poi la festa è finita, è iniziata la didattica a distanza, lo smart working, le videochiamate con i nonni e con gli amici.

Non è facile. non lo è stato e non lo sarà.

Perchè anche adesso che è consentita la passeggiata attorno all’isolato, trovi gente con la mascherina a distanza di sicurezza, gente che la porta sotto al mento e ti passa accanto, gente che non ce l’ha proprio perchè tanto all’aperto non serve.

Ed è vero, all’aperto non serve, ma quella mascherina ci serve. Ci serve a sentirci protetti, a simulare quel senso di protezione che proviamo dentro casa, a volte persino a nascondere l’espressione di paura quando qualcuno ti passa accanto, o peggio, quando passa accanto a tuo figlio.

E allora questo è un momento delicato. Un momento in cui possiamo abbandonarci allo sconforto e lasciarci sopraffare dalla paura dell’altro, un momento in cui possiamo abbandonarci alla rabbia, la rabbia di non potere abbracciare i nostri cari, la rabbia di non potere incontrare gli amici, il compagno che vive a chilometri da casa nostra, la rabbia per avere perso quell’opportunità di lavoro, per non riuscire a pagare la rata del mutuo.

Oppure possiamo fare quello che dice Paul Romer “non spechiamo una crisi”, perchè una crisi è il momento per reinventarsi, per rivalutare l’andamento della nostra vita, per tagliare fuori tutto il superfluo, per accogliere con più forza le cose che riteniamo importanti e sperimentare quelle che non abbiamo mai avuto il tempo o il coraggio di intraprendere.

Una crisi è il momento per mettere in campo tutta la creatività che c’è in noi e sperimentare nuove strade.

Una crisi può trasformarci in persone peggiori, oppure darci l’opportunità di diventare persone migliori.

E magari l’opportunità di regalare ai nostri figli un mondo migliore.

Buona crisi a tutti!

Photo by Alexander Dummer on Unsplash

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